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Benvenuto ai lettori di fataturbina

La verità esiste per il saggio,
la bellezza per il cuore sensibile,
ENTRAMBE
si appartengono.

L.van Beethoven

mercoledì 10 marzo 2010

Antica Cetra greca e Aulos



Le origini della Musica



L'origine della Musica è tuttora una questione controversa e praticamente d'impossibile soluzione mancando documenti storici ed essendo troppi i secoli che ci dividono dall'alba della vita.

Gli studiosi comunque hanno elaborato delle teorie basate su ipotesi che portano a concrete intuizioni.

L'uomo nei primi tempi della sua civiltà,aveva suddiviso il mondo in spiriti buoni e cattivi ed erano questi spiriti che con il loro influsso regolavano il creato.
Tutti i fenomeni fisici,quali i suoni,i rumori della natura erano,per l'uomo primitivo,le voci degli spiriti che dimoravano negli oggetti e negli animali.L'uomo,per accattivarsi questi spiriti,ne forgiava le sembianze in TOTEM(=statuette)che venerava.
Durante le cerimonie propiziatrici l'uomo,di solito lo stregone,imitava con la voce,con la pantomima il suo totem,con il quale immaginava di identificarsi e quindi di acquistare la sua protezione e da questi riti magici nascevano i canti-totem. Nonostante le diverse epoche di nascita e di latitudini tutti i popoli concordamente attribuiscono alla Musica un'origine divina.Per gli Egiziani era il dono di Osiride,per gli Indiani di Brahama,per gli Ebrei un dono di Jubalil primo inventore di tutti gli strumenti a fiato e a corda fra i quali il sacro schofar,corno ricurvo usato anche oggi nei riti sacri delle Sinagoghe.
Il patrimonio leggendario degli Elleni tramanda che il messagero degli dei Mercurio,camminando sulla spiaggia urtasse una testuggine morta e alcuni tendini essiccati risuonassero:così sarebbe nata la Lira; tramanda ancora che Orfeo col suo canto commovesse le fiere, che Anfione al suono della cetra facesse sovrapporre i massi delle mura della città di Tebe.
Da queste favole si arguisce che l'uomo ha sempre attribuito alla Musica una potenza soprannaturale sia sulle facoltà spirituali che su quelle fisiche!!
La Musica quindi,si generò con le prime forme di vita e, con l'evolversi della civiltà,per merito delle capacità creative dell'uomo stesso,essa si è affinata sempre più,lasciando lungoil camminodei secoli,la testimonianza della sensibilità dell'animo umano e il segno della sua creatività.

Chopin, un 2010 di commemorazioni ed un museo high tech


Aveva 20 anni Chopin quando lasciò per sempre la Polonia, ma l’anima ha radici più profonde di ogni immaginazione. E così quando il compositore morì, nel 1849, dopo aver trascorso l’altra metà della sua vita a Parigi, la sorella Ludwika riportò a casa il suo cuore, oggi custodito come tesoro nazionale nella chiesa di Santa Croce a Varsavia.
In questo 2010 che segna il 200mo anniversario della nascita di Frederic Chopin, nella sola Polonia si contano almeno 2300 eventi commemorativi, alcuni dei quali destinati a superare i confini del paese. Come quel “Festival Chopin e la sua Europa”, che comincerà ad agosto nella capitale ed al quale parteciperanno alcuni tra i più prestigiosi musicisti del mondo. Qualche nome: Martha Argerich, Mitsuko Uchida, Nelson Freire.
Il ritrstto incompiuto di Chopin realizzato dal suo amico Eugène Delacroix
Ci sarà anche Maurizio Pollini, che è l’unico italiano ad aver vinto il prestigiosissimo “Concorso Chopin”.
E poi un evento intercontinentele, organizzzato da laFolle Journée di Nantes – uno dei festival musicali più importanti d’Europa – che porterà a Bilbao, Tokyo, Rio de Janeiro la musica di Chopin e che si concluderà a Varsavia nel mese di giugno.
A dare idealemnte il via alle celebrazioni chopiniane è stata, lo scorso primo marzo (data di nascita del compositore) la riapertura nel seicentesco Palazzo Ostrogski di Varsavia del Museo Chopin, diventato il più tecnologico ed avanzato museo biografico del mondo. Ed a realizzare questa trasformazione sono stati due architetti milanesi: Ico Migliore e Mara Servetto. La casa Chopin è piena di sorprese ma forse la cosa che oggi la caratterizza maggiormente è la possibilità data a ciascun visitatore di costruirsi un percorso ad hoc partendo dalle proprie conoscenze in campo musicale. Si forniscono i dati all’ingresso (età, esperienze musicali, eventuali handicap, lingua) e si può intraprendere il proprio percorso personalizzato tra le undici sale che contengono almeno cinquemila “pezzi”. In una sala da concerto, dove troneggia un pianoforte, c’è la possibilità di aprire le partiture di Chopin e seguire l’esecuzione scelta attraverso un video musicale; speciali accorgimenti tecnologici consentono inoltre la fruibilità del museo a coloro che hanno deficit sensoriali, mentre appositi spazi sono stati dedicati all’approccio dei bambini. E’ poi possibile  osservare gli ambienti dove il compositore viveva e persino sentire il profumo di viola che tanto amava.

giovedì 4 marzo 2010

Akice Sara Ott talentuosa pianista giapponese

Akice Sara Ott è l’esecutrice di “Chopin – Complete Waltzes” il cd di debutto inciso dalla Deutsche Grammophon, distribuito da Universal classic music, della giovane pianista giapponese che si accinge a conquistare l’attenzione a livello internazionale. Nel corso del 2007 ha offerto un recital, a Monaco e di lei il giornale “Süddeutsche Zeitung” ha detto: “La Ott conferisce un fascino poetico personale e travolgente alla musica trasportando l’ascoltatore in estasi”. Più recentemente le critiche defiscono addirittura “diabolico” il suo talento pianistico.

Storia e ricetta del vero cacciucco livornese

Questa ricetta me l'ha mandata un mio amico,vero livornese di Livorno...
il cacciucco livornese è uno dei tanti piatti toscani di recupero,quali la ribollita-la panzanella-l'inno di garibaldi(lesso con patate),nati per non buttar via nulla.Nei primi novecento i pescatori livornesi vendevano il pescato pregiato e gli scarti li usavano per il cacciucco:scorfani,gallinelle,tracine,murene,gronghi,palombi,gattucci ed altri pesci liscosi con aggiunta di qualche seppia,totano, e polpo di scoglio(tentacoli con doppio bottone!)e qualche cicala(conocchia) erano le basi di un buon cacciucco come vedremo.
Prima di andare avanti con la ricetta VERA è doverosa una precisazione:si è parlato di pesci di scarto e trovare nel cacciucco mazzancolle,scampi o addirittura aragoste la dice lunga sulla mistificazione della vera origine livornese del piatto che state mangiando.Per 4 buone forchette,saranno necessari 1,5 kg di pesci liscosi e 1,5kg tra seppie,totani e polpi

di scoglio-si riconoscono dalla doppia fila di bottoni sui tentacoli-ed ancora un mezzo chilo di cicale-o conocchie-
dopo aver eviscerato e scagliato i pesci da zuppa lasciando interi i piccoli e tagliato gli altri ed ancora fatto a troccoli polpi seppie e totani ed aperto per lungo le cicale si mette a fuoco una casseruola con fondo d'olio d'oliva,aglio e salvia,peperoncino.Soffriggere,quindi mettere i troccoli di polpo seppia e totano bagnando con vino bianco ed aggiungere pomodori a pezzi e rimestando far cuocere per 20 min,aggiungendo mano mano i pesci da zuppa(teste e lische incluse).controllare la cottura a fuoco lento ma vigoroso.Avrete,a parte ,preparato delle terrine sul cui fondo adagerete fette di pane abbrustolito e ben agliato.qualche altro minuto di cottura e con un bel ramaiolo distribuirete pesce e sugo dalla casseruola alle terrine;il vino ha da essere rosso e alla fine le dita hanno da essere unte dell'intingolo .attenti alle lische e il cacciucco si gusta senza la cravatta e per digestivo un bel ponce alla livornese-buon appetito!!!!
Ovviamente tante sono le varianti che possono dipendere dal pesce pescato e disponibile sul mercato in quel momento,dalla salvia fresca,dai peperoncini più o meno piccanti,dalla disponibilità del pomodoro fresco-oggi si usa la passata che nel novecento non esisteva-dal pane raffermo d'origine contadina ecc. ecc.
Ed ora una storiella per aiutare la digestione:-una mamma porta il suo piccolo di 6 mesi dal medico,ha il viso paonazzo ,suda e piange e la mamma implora-gli faccia qualcosa,dottore-questi visita il bambino,gli palpa il pancino gonfio e chiede alla madre cosa gli abbia fatto bere-solo mezzo bicchiere di vino,risponde-"mezzo bicchiere di vino!? ma è matta?del latte gli deve dare!"- dottore,ma mi faccia il piacere,dopo il cacciucco cosa gli dò,il latte?-

lunedì 8 febbraio 2010



Cari amici,
vi invio quanto abbiamo pubblicato oggi sulla home page di ADOC: il testo si commenta da se...
I prossimi giorni usciremo con altri documenti.
Grazie, e buonasettimana a tutti!
Joanne Maria Pini

http://www.docenti-conservatorio.it/index.php
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ADOC associazione Docenti di Conservatorio e IMP

SUI NUOVI LICEI

Carissime colleghe, cari colleghi,

giovedì scorso, 4 febbraio, il Consiglio dei ministri ha approvato il Regolamento sui Licei. Per esprimere un giudizio complessivo serio e fondato, attendiamo comunque la pubblicazione del testo definitivo del Regolamento.

Tuttavia, abbiamo il dovere di informarvi su quali sono state le nostre interlocuzioni e rendere noto il merito di esse.

Il 22 gennaio u.s. abbiamo incontrato presso il Ministero della Pubblica Istruzione un alto funzionario dell’Ufficio Legislativo dello stesso, all’uopo incaricato di accogliere nostri suggerimenti ovvero richieste di emendamento all’impianto del Regolamento del Liceo Musicale e Coreutico predisposto. Correttamente siamo stati messi al corrente dello stato dell’arte. Ci siamo resi conto immediatamente che si stava perseguendo la strada della completa omologazione del nostro percorso di formazione musicale e strumentale ai modi, ai tempi ed all’organizzazione dei percorsi di formazione delle altre branche del sapere. In netto contrasto con la sbandierata volontà di imprimere ai Licei Musicali un profilo “alto”, di fatto le competenze e le abilità in uscita, risultavano, a nostro avviso, incompatibili con la formazione di un musicista-strumentista professionista. Avrebbero potuto funzionare se fosse applicabile anche al nostro ambito l’assioma seguente: come il Liceo classico non forma grecisti (per esserlo bisogna iscriversi all’Università, dopo il Liceo), così il Liceo musicale non formerà musicisti (per questo bisognerà iscriversi al Conservatorio, sempre dopo il Liceo). Ma i musicisti sanno bene che questo non è possibile: il danno culturale che si produrrà sarà enorme e non sappiamo se sarà possibile porvi rimedio.

Inoltre, l’assoggettare i Conservatori al rispetto dei quadri orari, delle indicazioni sui profili e, quando saranno pubblicate, magari anche alle indicazioni sui programmi, è la negazione assoluta dell’autonomia delle nostre Istituzioni e quanto di più lontano possa esserci da quella atipicità che noi sosteniamo ma di cui il sistema fatica a comprendere la necessità.

Confessiamo di essere stati molto lusingati quando l’interlocutore ci ha detto che aveva ricevuto precise disposizioni dall’alto di tenere in massimo conto le nostre osservazioni e di predisporsi ad accogliere puntuali emendamenti, ma quando abbiamo capito che era impossibile modificare l’impianto dato, abbiamo posto fine all’incontro, ringraziando e dicendo che avremmo inviato a stretto giro le nostre osservazioni per iscritto.

Consultati gli altri componenti la Giunta Nazionale non presenti all’incontro, abbiamo deciso immediatamente ed unanimemente di dar segno tangibile di avere stima e rispetto delle intelligenze e delle competenze nostre ed insieme di quelle di tutta la categoria che ci onoriamo rappresentare e dunque di mantenere schiena dritta riaffermando le nostre convinzioni dettate da conoscenze tecniche specifiche, ed abbiamo inviato al nostro interlocutore la seguente nota:

“Preg.mo xxxxxxxxxxxx,

come ci eravamo impegnati, Le rimettiamo alcune brevi considerazioni, relative al testo del Regolamento sui Licei. Precisiamo che tutti i riferimenti fatti, per semplicità, ai Conservatori di Musica, debbono intendersi fatti indistintamente a Conservatori di Musica e Istituti Musicali Pareggiati.
Purtroppo non possiamo che ribadire quanto Le abbiamo rappresentato nel corso dell’incontro con la consapevolezza che questo nostro contributo assume più il valore di una testimonianza che quello di una richiesta di pochi, puntuali, minimi cambiamenti da apportare all’impianto dato.
Il fatto è che riteniamo imprescindibile il riconoscimento di una atipica peculiarità del percorso formativo musicale strumentale che non può essere omologato ai modi, ai tempi ed all’organizzazione dei percorsi di formazione delle altre branche del sapere, dell’educazione e dell’evoluzione dei giovani.
La nostra convinzione è che l’impianto configurato per il Liceo Musicale e Coreutico non funzionerà e contemporaneamente sfascerà definitivamente ciò che resta del vecchio secolare sistema. Si è scelto evidentemente di mettere su una macchina che produrrà magnifici dilettanti; questa macchina è ormai lanciata ed è chiaro che nessuno si azzarda a frenarla. Non ci resta, dunque, che ribadire che tutto questo avverrà contro il nostro parere tecnico. Tuttavia, nel caso in cui dovesse balenare una imprevista scintilla agnitiva su quanto sta per accadere nei fatti, articoliamo i seguenti punti a declinazione del nostro portato:

1) Occorre distinguere nettamente la preparazione di carattere generale da quella specificamente musicale. Pertanto, il Liceo musicale, a nostro parere, deve essere la modalità attraverso la quale gli studenti dei Conservatori possono conseguire un diploma di scuola media superiore stante il carico (assai rilevante) di studio necessario per l’acquisizione delle abilità strumentali specifiche.

2) Il Liceo musicale deve quindi essere ristretto alle sole discipline che possano attivarsi su classi di concorso afferenti a quelle curriculari generali già esistenti.

3) La frequenza del Liceo musicale deve essere riservata a studenti iscritti al Conservatorio di Musica. Non è necessario attivare alcuna nuova classe di concorso corrispondente agli attuali insegnamenti del Conservatorio, il quale resterà del tutto autonomo nella strutturazione dei percorsi di studio, con esclusione quindi della possibilità di emanare indirizzi generali per tali insegnamenti.

4) E’ possibile stabilire un livello di uscita, corrispondente a quello richiesto per l’ammissione al Triennio nei Conservatori di musica. Il superamento di tale esame di ammissione, unitamente al superamento dell’esame di maturità (vertente solo sulle materie curriculari generali), costituisce il titolo di maturità musicale.

Ringraziandola ancora per la sua squisita disponibilità e sensibilità nei confronti del nostro settore, Le porgiamo i nostri più
Distinti saluti

La giunta di ADOC

domenica 7 febbraio 2010



SUONO(definizione)
Nel vocabolario internazionale di elettroacustica,la compilazione del quale ha richiesto la collaborazione di autorevoli specialisti dei vari rami(fisica,psicologia,musicale ecc.),di ogni parte del mondo,è riportata la seguente definizione di "suono":


Il termine" suono"significa,tanto il fenomeno meccanico della vibrazione acustica che opera come stimolo dei sensi,quanto la reazione psicologica allo stimolo stesso.
Il suono, in sostanza,viene prodotto dalle VIBRAZIONI di corpi elastici,che si trasmettono all'elemento circostante( ARIA,ACQUA,MATERIALI SOLIDI...)propagandosi con andamento periodico a forma di onda.
Caratteri fisici del suono e forma dell'onda:
le caratteristiche del suono sono 3:
ALTEZZA:dipende dal n° di vibrazioni dell'onda sonora in un minuto secondo,detta FREQUENZA.Più alto è il n° delle vibrazioni e più ACUTO sarà il suono;più basso il n° delle vibrazioni e più GRAVE sarà il suono.Teniamo presente che il nostro orecchio non percepisce tutti i suoni.Si va da un minimo di 16 vibrazioni ad un massimo di ca 20.000;al di sotto dei 16 HZ(così viene definita la frequenza,da Hertz)abbiamo gli INFRASUONI(o subsuoni e più giù i rumori),tra i 16.000 e 20.000 HZ abbiamo i fischi e i sibili;dai 20.000 in su abbiamo gliULTRASUONI.
INTENSITA':questa qualità riguarda l'ampiezza dell'onda sonora e la distanza dalla quale si propaga,più ampia è una vibrazione e più forte sarà il suono,più piccola è la vibrazione e più debole sarà il suono.Va da se che la distanza influisce sull'udibilità.
TIMBRO:questa è la qualità più complessa da spiegare,prchè tante sono le cause che possono influire su di esso.Noi diciamo che è la voce caratteristica degli strumenti,data dalla forma diversa che assume una vibrazione.
Prima di tutto il materiale di cui è fatto lo strumento,che lo fa distinguere da un altro(sicuramente non confonderemo mai un violino con una tromba!!)
Secondo,quanti armonici riesce a produrre.
terzo anche la frequenza e l'intensità delle vibrazioni possono influire sul timbro.

giovedì 4 febbraio 2010

I NOMI DELLE NOTE
Il nome assegnato alle note della scala nei paesi latini deriva per le prime 6,dalle prime sillabe di ogni verso di un inno gregoriano a S. Giovanni,che forse Guido d'Arezzo adottava per far memorizzare l'intonazione della scala ai suoi allievi,dato che ogni verso iniziava un grado(una nota dell'attuale scala maggiore)sopra il precedente.questo ne è il testo:
UT:quaeant laxis
REsonare fibris
MIra gestorum
FAmuli tuorum
SOLve polluti
LAbii reatum
Sancte Iohannes
L'UT,venne in seguito sostituito dal DO(dalle iniziali di un teorico che di cognome faceva DOni),mentre si usò la sillaba SI dall'unione delle 2 lettere dell'ultimo verso.Nei paesi anglosassoni invece,la scala viene indicata con le lettere dell'alfabeto,a partire dal LA.Questa è l'equivalenza:
C - D - E - F- G A - B
DO - RE - MI - FA - SOL - LA - SI

martedì 2 febbraio 2010