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Benvenuto ai lettori di fataturbina

La verità esiste per il saggio,
la bellezza per il cuore sensibile,
ENTRAMBE
si appartengono.

L.van Beethoven

martedì 1 giugno 2010

giovedì 27 maggio 2010

La Musica presso gli antichi

GLI EGIZIANI:
Mentre ancora oggi,a distanza di tempo rimaniamo incantati nell'osservare le colossali statue raffiguranti i Faraoni,le sfingi e le titaniche piramidi,abbiamo scarse notizie dell'arte musicale di questo popolo.E' dai bassorilievi e dalle pitture murali che risulta che la musica abbia avuto una parte importantissima sia nei riti del culto che nella vita quotidiana;vi troviamo infatti rappresentate numerosissime  ARPE di diversa grandezza e forma, dalle più piccole che si suonavano in piedi,alle più grandi appoggiate su di un piedistallo.
Oltre alle Arpe sono raffigurati anche altri strumenti: CROTALI,CIMBALI,CETRE e FLAUTI semplici e Doppi.
Su certe pareti poi appaiono disegnati vari strumenti nell'atto d'essere suonati che ci fanno pensare ad una eventuale pratica di musica d'assieme,cioè in piccole orchestre.

martedì 11 maggio 2010

Un tramonto

: “Un Tramonto”
 Sopra la cresta della montagna resta una piccola quantità di luce,
Lì sta per un breve istante la sfera lucente
E sembra una creatura della terra, ma in breve tempo,
Più mutevole della luna,
si piega al declino la fantastica grande sua sfera,
o cono o mucchio di fuoco: fino ad affondare lentamente
persino una stella a distanza riesce a superare pienamente.

Repentino come svaniscono gli spiriti, è scomparso!
Una brezza simile a quella di uno spirito pervade tutto il bosco.
I rami, le frasche sono rimasti dritti, immobili
Così come immobile, si erge il vecchio tronco!
Ma della foresta freme ogni foglia in ogni parte,
e nelle sue profondità la caverna della fontana mormora      (Coleridge)
                                                                  

lunedì 10 maggio 2010


O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,
la nave ha superato ogni ostacolo, l'ambìto premio è conquistato,
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
occhi seguono l'invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;
ma o cuore! Cuore! Cuore!
O gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il Capitano,
caduto, gelido, morto.

O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
risorgo - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;
ecco Capitano! O amato padre!
Questo braccio sotto il tuo capo!
È solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.

Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili,
non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
la nave è all'ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;
esultate coste, suonate campane!
Mentre io con funebre passo
Percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.

Walt Whitman

Il mondo sottomarino,
Foreste al fondo del mare, i rami, le foglie,
Ulve, ampi licheni, strani fiori e sementi,
folte macchie, radure, prati rosa,
Variegati colori, pallido grigio verde,
porpora, bianco e oro, la luce vi scherza
fendendo le acque
Esseri muti nuotan laggiù tra le rocce, il
corallo, il glutine, l'erba, i giunchi, e
l'alimento dei nuotatori
Esseri torpidi brucan fluttuando laggiù, o
arrancano lenti sul fondo,
Il capodoglio affiora a emetter lo sbuffo
d'aria e vapore, o scherza con la
sua coda,
Lo squalo dall'occhio di piombo,
il tricheco, la testuggine, il peloso
leopardo marino, la razza,
E passioni, guerre, inseguimenti, tribù,
affondare lo sguardo in quei fondi
marini, respirando quell'aria così
densa che tanti respirano,
Il cambiamento, volgendo lo sguardo qui
o all'aria sottile respirata da esseri che
al pari di noi su questa sfera
camminano,
Il cambiamento più oltre, dal nostro
mondo passando a quello di esseri
che in altre sfere camminano.